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Beato Roberto d'Arbrissel Sacerdote e fondatore

25 febbraio

Arbrissel, Francia, 1047 (?) – Orsan, Francia, 25 febbraio 1117

Martirologio Romano: Nel priorato di Orsan nel territorio di Bourges in Aquitania, in Francia, transito del beato Roberto di Arbrissel, sacerdote, che, predicando per le strade la conversione dei costumi, raduṇ uomini e donne in due monasteri a Fontevrault sotto il governo di una badessa.


Il beato Roberto nacque ad Arbrissel, intorno all’anno 1047.
Figlio di un sacerdote, andò a studiare teologia a Parigi, e dopo una breve esperienza matrimoniale decise di farsi sacerdote.
Quarant’enne, nel 1089 fu chiamato nella diocesi di Rennes dal vescovo Silvestro, per introdurre delle riforme. Egli fu in prima linea nella lotta alla simonia, al concubinaggio degli ecclesiastici e ai matrimoni irregolari.
Era tanta la sua foga nell’introdurre queste riforme, che gli procurò moltissimi nemici in diocesi, tanto che, alla morte del vescovo Silvestro, nel 1093 fu costretto a fuggire.
Arrivato a Angers continuò i suoi studi con Marbodo, futuro vescovo di Rennes. Ma nel tempo ebbe la censura di quest’ultimo perché Roberto d’Arbrissel si rifiutava di assistere alle messe a cui, partecipavano dei sacerdoti indegni.
Nel 1095 decise di cambiare vita. Attratto dall’ascetismo, si fece eremita nella foresta di Craon con Bernardo di Tiron,  Vitale di Savigny ed altri.
In molti lo seguirono, tanto che nel 1096 fondò un monastero di canonici regolari, a la Roë, presso Anjou.
Roberto d’Arbrissel fu eletto primo abate di quella comunità.
In quello stesso anno papa Urbano II lo convocò ad Anger e lo nominò "predicatore secondo solo a se stesso con l'ordine di predicare in conformità del suo servizio".
Roberto d’Arbrissel e i suoi seguaci erano conosciuti come i “poveri di Cristo” e il loro motto era “nella nudità seguire Cristi nudo sulla croce”.
Roberto d’Arbrissel era trasandato, andava scalzo e vestiva poveramente. Ma il suo aspetto ascetico, la sua eloquenza e la pratica delle virtù gli facevano radunare attorno a sé molte persone specie tra i poveri. Molti uomini e donne accorrevano a lui per abbracciare la vita monastica ma i canonici di Roë li respingevano. Inoltre questi canonici non intendevano accogliere le donne nella loro comunità.
Per questi motivi Roberto d’Arbrissel tra gli anni 1097 – 100 decise di lasciare la sua abbazia per fondare una nuova comunità che accogliesse le persone di ogni condizione e di entrambi i sessi.
In un terreno che gli fu donato dal signore di Fontevrault, nell’attuale dipartimento del Maine e Loira, fondò la nuova abbazia.
Nacque così l'Ordine di Fontevrault.
I nuovi adepti furono suddivisi in uomini, che fossero chierici o laici; donne co fossero vergini, separate, vedove o ex prostitute e malati cronici.
Roberto d’Arbrissel, a capo dell’intera comunità egli volle una badessa che fosse già stata sposata. E, la prima prescelta fu Petronilla de Chemillé, a cui successe Matilde del Maine, zia di Enrico II d’Inghilterra. Nei primi anni i Plantageneti furono grandi benefattori dell'abbazia e mentre la zia di Enrico II ne era badessa la moglie dello re, Eleonora d’Aquitania divenne anche lei monaca.
Man mano che la sua comunità cresceva, Roberto d’Arbrissel continuò con la sua predicazione itinerante.
Egli fu presente ai concili di Nantes e Poitiers del 1100 e appoggiò i legati papali che scomunicarono Filippo I di Francia per la sua unione illegittima.
Nel mese di settembre 1116 indisse un capitolo della sua comunità, affinché con le regole si desse stabilità al monastero.
Roberto d’Arbrissel morì ad Orsan, il 25 febbraio 1117, dove era stata fondata un’analoga comunità.
Con il tempo l’ordine di Roberdo d’Arbrissel si consolidò, e si fece la richiesta della canonizzazione per Roberto d’Arbrissel.
Ma, a causa delle accuse di Magnobodo e di altri che giudicavano il suo comportamento scandaloso non si arrivò mai alla sua canonizzazione.
Anche la successiva richiesta di canonizzazione per Roberto d’Arbrissel, presentata da Giovanna Battista di Borbone, badessa di Fontevrault, a Papa Innocenzo X, rimase senza esito
L’ordine, durante la rivoluzione francese fu sciolto, e l'ultima badessa morì a Parigi in povertà.  L'abbazia fu usata come prigione dal 1804 al 1963, anno in cui fu assegnata al Ministero della Cultura francese.
Anche se Roberto d’Arbrissel, non venne mai dichiarato santo, gli venne assegnato il titolo di beato e la sua festa venne fissata nel giorno 25 febbraio.
 


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2018-09-25

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