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San Mamerto di Vienne Vescovo

11 maggio

† 475 circa

Martirologio Romano: A Vienne nella Gallia lugdunense, ora in Francia, san Mamerto, vescovo, che nell’imminenza di una calamità istituì in questa città il solenne triduo di litanie in preparazione all’Ascensione del Signore.


E' soprattutto conosciuto attraverso le testimonianze dei contemporanei: nessun autore di cronache ha raccolto i suoi Atti né scritto la sua Vita.
Il nome di Mamerto (lat. Mamertus; fr. Mamert) compare per la prima volta nel 463, in occasione dell'elezione a vescovo di Die di Marcello, per la quale Mamerto fu biasimato. Per lungo tempo, infatti, Marcello aveva collaborato con suo fratello, il vescovo Petronio, e quando costui era venuto a morte, egli fu acclamato al suo posto e Mamerto, vescovo di Vienne, procedette alla consacrazione. Ma poiché Marcello, da qualche tempo (450), dipendeva dal metropolita di Arles, Mamerto, denunciato a Roma come usurpatore, fu rimproverato dal papa Ilaro, perché, a quanto pareva, aveva imposto la sua scelta con la forza. Vi furono certamente delle opposizioni, cosa allora comune nel caso di elezioni, ma pare che il papa, male informato, avesse esagerato la portata dell'incidente. In un’altra lettera, del resto, il papa riconobbe die Marcello aveva i suoi meriti.
Secondo Sidonio Apollinare, Mamerto fu costantemente aiutato, nell’amministrazione della diocesi, da suo fratello Gaudiano, uno degli spiriti più colti del suo tempo, autore di un trattato De statu animae che rivela una stupefacente erudizione.
Ma il maggior titolo del vescovo di Vienne gli proviene dalla definitiva adozione delle preghiere delle Rogazioni, che precedono la festa dell’Ascensione. Suppliche di tal genere, relative alle intemperie o alle svariate calamità erano di uso relativamente frequente, ma si compivano senza un preciso rituale e spesso nel disordine e nella noia, secondo una testimonianza dello stesso Sidonio. Mamerto trasformò quelle preghiere in un triduo a data fissa, con digiuno e rituale determinati, nell’anno 474, in un’epoca cioè in cui le calamità erano particolarmente dure. Tale rituale si diffuse rapidamente e durevolmente, essendo stato adottato in seguito da Sidonio Apollinare a Germont e da san Cesario ad Arles. Sidonio e Gregorio di Tours attribuiscono, infine, a Mamerto la traslazione delle spoglie di san Ferreolo, martire di Vienne, in una nuova basilica.
La data esatta della morte di Mamerto è sconosciuta; il suo corpo, dapprima inumato nella chiesa di san Pietro, nel VII secolo fu traslato in quella di Santa Croce a Orléans, dove gli fu dedicata una cappella. Questo spiega come il nome di Mamerto sia divenuto popolare nella regione di Orléans e non in quella di Vienne, tanto che fu dato a numerosi centri dell’Eure e dell'Eure-et-Loire. Disgraziatamente, nel 1563, i calvinisti ne bruciarono il corpo e ne dispersero le ceneri.
La festa di Mamerto era stabilita all'11 maggio e, poiché in tale periodo le gelate notturne sono frequenti, il santo è designato nelle zone rurali, soprattutto in Francia, come uno dei "santi del ghiaccio" unitamente a san Pancrazio e san Bonifacio.


Autore:
Gerard Mathon


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2018-03-26

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