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Sant' Epimaco (Epimachio) di Pelusio Martire

31 ottobre

† 250 circa

Martirologio Romano: Ad Alessandria d’Egitto, sant’Epimachio di Pelusio, martire, che, come si tramanda, durante la persecuzione dell’imperatore Decio, vedendo che il prefetto costringeva i cristiani a sacrificare agli idoli, tentò di rovesciare l’altare e fu per questo arrestato, torturato e, infine, decapitato con la spada.


Il Sinassario Alessandrino di Michele vescovo di Atrib e Malig commemora al 14 basano (= 9 maggio) il martirio di Epimaco. Oltre che dalla notizia del Sinassario in lingua araba, il martirio viene conosciuto anche dalla traduzione dello stesso al giorno corrispondente del 14 genbot dove, però, per una lettura corrotta, il martire viene chiamato Simmaco. Gli Atti del martirio di Epimaco sono pervenuti pure in copto, ma purtroppo in un testo molto frammentario. In greco possediamo sia le notizie di diversi sinassari (Menologio di Basilio II, Sinassario sirmondiano) alla data del 30 o 31 ottobre, sia due passiones, la prima anonima e la seconda metafrastica. Le divergenze che le diverse fonti presentano, nonché il loro stile enfatico, fanno dubitare della loro completa veracità e del grado di valore storico da attribuire ai diversi episodi di un martirio certamente autentico.
Risulta dunque che Epimaco era un cristiano ancora giovane (ventisette anni, secondo il Sinassario Alessandrino), oriundo di El-Farma o Pelusio e, sempre secondo il Sinassario Alessandrino, esercitava il mestiere di tessitore, allorché, secondo la passio metafrastica, si dedicò alla vita eremitica. Desideroso di confessare la sua fede in Cristo, si recò ad El-Barkrug, località vicina a Damirah piuttosto che Manùrat. Dal Sinassario Alessandrino non possiamo ricavare altre precisazioni suU’itinerario di Epimaco, oltre Damirah. Invece, nelle fonti greche è ad Alessandria che avrebbe subito il martirio. Comunque, Epimaco si presenta davanti al governatore Bùlàmis (in arabo) o Polendo (in copto) forma nella quale si riconosce, più o meno corrotto, e confessa la sua fede rovesciando l’altare delle divinità pagane. Si succedono quindi le fasi abituali: Epimaco viene messo in carcere, conforta i suoi compagni, rifiuta di adorare gli idoli, è sottoposto a diversi tormenti accompagnati da miracoli spettacolari. Tutte le fonti, per esempio, riferiscono il miracolo della ragazza che assisteva come spettatrice ai tormenti di Epimaco, e alla quale una goccia di sangue sprizzata da una ferita del martire venne a guarire immediatamente un occhio cieco. Finalmente Epimaco muore decapitato. Secondo il Sinassario Alessandrino, invece, Epimaco fu sì condannato alla decapitazione, ma morì di esaurimento mentre veniva portato fuori della città con una corda al collo. Dopo la morte del santo la sua salma fu portata a Pelusio dove, in seguito, una chiesa fu costruita in suo onore. Il martirio di Epimaco avvenne il 9 maggio, secondo il Sinassario, il 7, secondo la passio anonima greca. L’epoca, però, non viene precisata. Negli Atti dei martiri egiziani vittime della persecuzione di Diocleziano, il governatore di Alessandria è sempre Armenio; Apelliano (o Polemio) non viene mai altrove menzionato. Basta questo particolare per concludere che il martirio è avvenuto durante un’altra persecuzione (quella di Decio per esempio?). Si presenta allora il problema di un’eventuale identificazione del nostro martire con l’omonimo martire, compagno di Alessandro di cui conosciamo l’esistenza dal vescovo Dionigi di Alessandria e che è stato martirizzato sotto Decio. Non è più chiara l’identificazione con un altro Epimaco celebrato insieme a Gordiano, benché sia detto che quell'Epimaco è stato venerato a Roma dopo che le sue reliquie vi erano state portate dall'Egitto. Nel Sinassario Alessandrino vengono celebrati il 4 hartur (31 ottobre) i santi martiri romani Epimaco e Azariano; è molto probabile che sotto quest'ultimo nome si debba riconoscere Gordiano. Rimane molto oscura la soluzione da dare a questi problemi, come alla questione di diverse traslazioni di reliquie del martire (unico o triplo) Epimaco.


Autore:
Joseph-Marie Sauget


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2018-01-24

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