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Venerabile Maria Edvige Zivelonghi Suora Figlia di Gesù

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Gorgusello di Breonio, Verona, 26 aprile 1919 – Sant’Ambrogio di Valpolicella, Verona, 18 marzo 1949

Suor Maria Edvige Zivelonghi, religiosa delle Figlie di Gesù, visse nel periodo compreso tra le guerre mondiali. La sua famiglia, discretamente agiata le permise di diplomarsi insegnante elementare. L’educazione ricevuta e le doti personali fecero di lei una ragazza distinta e benvoluta. Spiccò per il suo impegno cristiano in famiglia, in parrocchia e nella professione, esercitata per un periodo. La consacrazione tra le Figlie di Gesù fu conseguente all’emergere della vocazione, in un clima di preghiera e di discernimento. La sua vita religiosa fu forgiata dalla spiritualità fortemente cristocentrica, amante del SS. Nome di Gesù, propria della Congregazione e dalla devozione mariana. Guidata dal desiderio di una vita di unione e di assimilazione a Gesù per Maria, raggiunse la perfezione della carità verso Dio e verso il prossimo, in una breve vita. Il suo messaggio spirituale è un invito all’abbandono alla volontà del Padre, nella sequela gioiosa di Gesù, con Maria. Nell’attuale cultura mediatica che punta sull’immagine, la testimonianza di suor Maria Edvige ricorda l’importanza dell’umile quotidiano e il valore evangelico dell’“arricchire davanti a Dio”. Il 19 maggio 2018 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che la dichiarava Venerabile. I resti mortali di suor Maria Edvige riposano presso il cimitero monumentale di Verona (parte antica, tomba numero 6), ma è in progetto la ricognizione e la traslazione presso la cappella di Casa Madre della Congregazione delle Figlie di Gesù, in via San Cosimo 3 a Verona.



I primi anni
Edvige Zivelonghi nacque con la gemella Angela il 26 aprile 1919 a Gorgusello di Breonio (Verona), paesino della Lessinia occidentale. Le gemelle erano le ultime dei nove figli di Francesco e Maria Zivelonghi, persone semplici, ma benestanti.
Edvige manifestò fin da bambina un carattere deciso, ma anche un animo sensibile e generoso. Il clima familiare, permeato di affetto e di fede, contribuì alla crescita equilibrata di Edvige, che divenne una ragazzina vivace, aperta al bene e al bello, desiderosa di amare il Signore e di impegnarsi nella vita cristiana.

Una maestra in ricerca
Dopo le elementari e qualche anno di pausa dagli studi, Edvige frequentò con impegno e buoni risultati l’Istituto magistrale statale di Verona, ottenendo, nel 1940, il diploma di maestra. La giovane che coltivava la propria vita spirituale con la preghiera, l’Eucaristia quotidiana, l’impegno per gli altri si chiedeva quale fosse il progetto del Signore su di lei.
Il successo professionale che sperimentò nel primo anno di insegnamento (1939-40) non attenuò la sua ricerca interiore. Per questo, a fine settembre 1941, Edvige partecipò ad un corso di Esercizi Spirituali a Verona presso le suore Orsoline.

L’incontro con le suore Figlie di Gesù
Sentendo parlare delle suore “Figlie di Gesù”, rimase colpita «dal nome così bello che riassumeva ed appagava ogni aspirazione». In seguito ebbe modo di conoscere personalmente le “Figlie di Gesù” e di ottenere un posto di insegnante nel loro Istituto, fatto che rese possibile un contatto più ravvicinato con la vita, la spiritualità e il carisma della Congregazione.
Il consiglio del confessore e la benedizione di don Giovanni Calabria (oggi canonizzato) diedero conferma al suo orientamento per la consacrazione tra le Figlie di Gesù, superata l’incertezza della scelta tra la vita attiva e quella contemplativa.

Postulante entusiasta
Ottenuto il consenso dei genitori, Edvige il 27 febbraio 1942, entrò come postulante con il cuore traboccante di gioia. Così si esprimeva: «Mi pare perfino impossibile: tanto è grande il mio entusiasmo di essere stata scelta da Gesù per diventare santa, per stare sempre vicino a Lui adesso e nell’eternità!».
Docile allo Spirito Santo e fedele alla sua profonda aspirazione alla santità, divenne una vera figlia di Gesù, amando in modo straordinario Dio e vivendo pienamente la sua regola. Incarnò con semplicità e fedeltà il carisma del suo Fondatore, il venerabile don Pietro Leonardi (1769-1844), che aveva proposto alle sue figlie spirituali l’ideale di divenire vive immagini di Gesù, nell’abbandono al volere di Dio e nell’impegno di educare i ragazzi poveri e abbandonati.

A Massa, Gaon, Cerna
Trascorso il periodo del postulandato e il primo anno di noviziato, fu destinata alla comunità di Massa (1943-44) e incaricata dell’insegnamento in una classe elementare. Dopo la professione religiosa emessa a Gaon (un paesino del veronese) il settembre successivo, fu inviata alla Comunità a Cerna, nel veronese, con il compito di insegnare ai bambini sfollati per il pericolo bellico. Già durante quell’anno la sua salute si mostrò cagionevole, anche se verso l’autunno 1945 sembrava ristabilita.
Ritornò a Massa su richiesta della superiora e riprese l’insegnamento nella scuola elementare. Secondo la testimonianza di consorelle vissute accanto in quegli anni, suor Maria Edvige era edificante: innamorata della volontà di Dio, devotissima della Madonna, dalla quale era certa di ricevere Gesù, ardente nella preghiera, dolce e comprensiva con le alunne.

La malattia
Ma proprio in quell’anno 1945-46 si ammalò a più riprese, e alla fine fu ricoverata all’ospedale civile di Massa per un lungo periodo. Rientrata in casa madre a Verona, ulteriori accertamenti confermarono la diagnosi di tubercolosi polmonare. Fu ricoverata nel sanatorio provinciale della Grola di S. Ambrogio (VR).
L’allontanamento dalla comunità fu doloroso per lei, che amava profondamente la vita fraterna, ma lo accettò in un atteggiamento di offerta fiduciosa, certa dell’amore del Signore. Mentre il male progrediva, suor Maria Edvige chiedeva che si compisse per lei la volontà di Dio ed anche se desiderava la guarigione per spendere la sua vita tra la gioventù, accoglieva con serenità la malattia, adorando i misteriosi disegni divini.

Come visse la sofferenza
La sofferenza divenne un tempo prezioso per «preparare l’abito di nozze», un itinerario pasquale di purificazione e di crescita guidato dallo Spirito, fino al dono totale di sé, nell’abbandono al Padre. Il suo cammino spirituale è stato facilitato dalla presenza materna di Maria, a cui affidava con amore continuamente tutta se stessa, secondo la linea spirituale proposta da san Luigi Maria Grignion de Montfort.
Suor Maria Edvige fece tesoro della sua condizione di vita in sanatorio per testimoniare alle altre ammalate la bontà di Dio e le esigenze del suo amore, per aiutarle materialmente e spiritualmente, coltivando in loro la fede e la speranza. Così la penosa consunzione del suo corpo, il dolore fisico e morale sempre più grave e la stessa morte diventavano per lei «l’anello prezioso» da offrire con gioia allo sposo celeste, per il bene dei fratelli.
Scriveva ad una consorella: «Amiamo, amiamo il prossimo per amore di Dio e saremo felici perché il Signore ritiene fatto a sé quello che facciamo a qualsiasi uomo. Oh! Beata scienza dell’Amore! Vieni nel nostro cuore ed insegnaci ad amare».

Morte e fama di santità
Immediatamente dopo la sua morte, avvenuta il 18 marzo 1949, l’opinione comune era che suor Maria Edvige fosse santa, tanto che alcune ammalate si procurarono un pezzetto del suo abito come reliquia. Anche tra le consorelle, le persone che l’hanno conosciuta, in famiglia, in comunità, nella scuola, in ospedale era ed è unanime la convinzione che lei abbia vissuto le virtù cristiane in maniera straordinaria.
Il suo corpo fu sepolto nel cimitero monumentale di Verona, parte antica nel pronao: precisamente, nella tomba n. 6, la prima tomba dell'Istituto, dove era sepolto, in origine, anche il Fondatore. È in progetto la ricognizione e la traslazione dei resti mortali presso la cappella di Casa Madre della Congregazione delle Figlie di Gesù, in via San Cosimo 3, a Verona.
Nell’Editto vescovile del 2000, preliminare all’apertura del processo diocesano di beatificazione e canonizzazione si leggeva in riferimento a suor Maria Edvige: «Ancora in vita, presso le Figlie di Gesù e numerosi fedeli, Ella godette una notevole fama di santità che, dopo la sua morte, andò estendendosi sempre più e che trova valido fondamento nella sua vita eccezionalmente eroica».

La causa di beatificazione

Nell’omelia, a conclusione del processo diocesano di beatificazione, il 14 settembre 2004 (sessantesimo anniversario della professione religiosa di suor Maria Edvige) il vescovo di Verona, monsignor Flavio Roberto Carraro, ha affermato: «Quest’oggi la provvidenza ci mette di fronte una giovanissima vita, 29 anni, vissuta nel nascondimento: una scuola elementare, una casa religiosa, un ospedale, tre anni in sanatorio… da questo nascondimento emerge oggi questa figlia di Gesù che è stata veramente figlia a Gesù nel comprendere il messaggio della sua esistenza e della sua morte.
Suor Maria Edvige con la sua vita indica che la santità è un dono di Dio per tutti e che si realizza nel normale impegno quotidiano, vissuto in una risposta appassionata e generosa, offerta attimo per attimo. Scriveva: “Vado dicendo all’anima mia di stare all’erta per scegliere sempre, con amoroso entusiasmo quello che hanno scelto Gesù e Maria. Gusto una profonda pace quando, per mezzo dello spirito di fede, posso vedere ogni cosa in Dio e posso perciò comunicare alla sua amabile volontà nascosta sotto le apparenze del momento presente”».
Il decreto di validità giuridica dell’inchiesta diocesana porta la data del 29 aprile 2005. La “Positio super virtutibus” è invece stata consegnata nel 2009.
Quasi dieci anni più tardi, il 16 gennaio 2018, il Consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi si sono espressi all’unanimità circa l’esercizio in grado eroico delle virtù cristiane da parte della religiosa. Il successivo 15 maggio, i cardinali e i vescovi membri della medesima Congregazione hanno a loro volta dato parere positivo.
Il 19 maggio, ricevendo in udienza il cardinal Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui suor Maria Edvige è stata dichiarata Venerabile.


Autore:
Suor Maria Silvana Brentegani, postulatrice Figlie di Gesù di Verona

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Aggiunto/modificato il 2018-06-01

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