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Venerabile Adele Bonolis Laica

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Milano, 14 agosto 1909 - 11 agosto 1980

Adele Bonolis nasce a Milano il 14 agosto 1909. Poiché la sua famiglia non è praticante anche se di sani principi, sceglie autonomamente di aderire al cammino di fede proposto nella parrocchia di Sant’Ambrogio, tramite l’oratorio e l’Azione Cattolica. Laureata in Filosofia, diventa insegnante di Religione alle scuole superiori. Un incontro avvenuto nell’infanzia origina in lei un’attenzione speciale per le donne vittime di prostituzione. Per loro, come anche per detenuti e malati psichiatrici, fonda quattro opere: tre Case, basate su fiducia, libertà e autogoverno, e l’Associazione Amicizia, allo scopo di continuare a far riemergere l’amore nelle persone ferite dalla vita. Nel 1976 si ammala di tumore all’intestino, di cui muore l’11 agosto 1980, nella sua casa di via Lanzone 18 a Milano. Il 20 gennaio 2021 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto sull’eroicità delle virtù di Adele, i cui resti mortali riposano nel cimitero di Lucinasco.

Etimologia: Adele = figlia nobile, dall'antico tedesco


Tutto inizia, pare, dall’incontro (ed a distanza neppur troppo ravvicinata) con una prostituta, che papà le ordina di non guardare e che la bambina, invece, osserva attentamente, in un misto di curiosità e di silenzioso affetto: a distanza di qualche decennio saranno proprio loro, le prostitute, a dare un orientamento alla vita di Adele Bonolis.
Nasce a Milano il 14 agosto 1909, in una famiglia per niente praticante e il cognome tradisce una parentela diretta con il noto conduttore televisivo, Paolo (è sua prozia), sicuramente più famoso e popolare di lei.
Poiché negli studi riesce bene, prima consegue il diploma magistrale, poi la maturità classica e infine la laurea in Lettere e filosofia alla Cattolica di Milano. Con questa laurea in tasca insegna anche religione nelle Superiori ed i suoi alunni d’allora oggi testimoniano che è «tanto modesta nel modo di presentarsi quanto intelligente e penetrante nei giudizi e nel modo di dialogare con la classe e con i singoli, capace di tenere la disciplina».
Giovanissima ancora, si vede affidare la dirigenza a livello parrocchiale della Gioventù Femminile di Azione cattolica, per quella determinazione e quella leadership che saranno sempre sue caratteristiche; passa poi ad un impegno fattivo nel Centro diocesano con le Donne di Ac e poi nel Cif provinciale di Milano.
Ed è proprio qui che prende corpo la sua iniziativa, rivolta in special modo alle donne ferite dalla vita e, per questo, scartate e isolate. Nel 1947 comincia con una colonia estiva che accoglie anche ragazzi a rischio ma, a partire dal 1957, l’attività di Adele si fa a dir poco vorticosa: nascono, a breve distanza una dall’altra, quattro case di accoglienza.
Al vertice dei suoi pensieri e della sua sensibilità ci sono innanzitutto le sue mai dimenticate prostitute, quasi in concomitanza con la promulgazione della legge Merlin, che con l’abolizione delle “case chiuse” le renderà ancor più fragili e vulnerabili. La sensibilità di Adele, però, si estende anche ad altre categorie di donne “a rischio”: le ex carcerate e le malate psichiche.
Nella sua attività è mossa dalla convinzione che «la nostra fede ci impegna a credere fermamente al valore della persona umana», e che «nessuna deturpazione può essere sufficiente ad annullare questo misterioso ma reale valore».
Pian piano, attorno a lei si costituisce un gruppo di volontarie, come lei impegnate a «riabilitare l'amore, passando attraverso la ricostruzione della persona». Nelle sue case vuole un clima familiare, quasi un auto-mutuo aiuto, che aiuti la riabilitazione della persona e la sua ricollocazione nell’attività lavorativa e nella società, aiutata in ciò anche dalle dimensioni “ridotte” che impone alle sue strutture, una trentina di ospiti o poco più.
I pilastri di Adele sono sintetizzati nelle “3P”, previdenza, prudenza, Provvidenza, che costituiscono il programma educativo minimo. Alla Provvidenza deve far ricorso spesso, soprattutto quando nelle sue case manca anche il necessario, che però al momento giusto non manca mai di arrivare, al punto che sul letto di morte la sentiranno esclamare: «Le case non le ho fatte io e non le moltiplicherò. Dio le ha fatte, semmai Lui le moltiplicherà».
Se proprio non moltiplicate, il buon Dio le ha mantenute in vita, a oltre quarant’anni dalla morte di Adele, con lo stesso spirito che lei aveva loro dato, soltanto estendendo le categorie di svantaggiate cui dare assistenza. Perché alla base di tutto continua ad esserci «la molla di un amore basato sulla nitida concezione di un Dio Padre provvido, che ama tutti i suoi figli così come sono».
Una forte carica di ottimismo, una profonda fede nelle capacità della persona di riabilitarsi fanno di Adele una donna estremamente positiva e all’avanguardia (soprattutto considerando il periodo in cui opera, caratterizzato ancora da pregiudizi e chiusure), che ricorda a se stessa ed agli altri che «la trama della nostra vita è fatta da Dio: noi siamo sotto e vediamo il rovescio. Domani vedremo il dritto».  
Muore l’11 agosto 1980, distrutta da un tumore all’intestino, e sono molti ad avere «l’impressione di aver trovato in lei un punto di appoggio, un luogo di rifugio, una speranza per procedere nel cammino», come dichiara il parroco di Sant’Ambrogio, monsignor Libero Tresoldi, nell’omelia pronunciata per i suoi funerali il 12 agosto 1980.
Per questo un apposito Comitato, formato dai continuatori delle opere di Adele, ha promosso la sua causa di beatificazione e canonizzazione. Dopo il nulla osta della Santa Sede del 14 dicembre 2002, si è avviata l’inchiesta diocesana presso la diocesi di Milano, aperta il 31 gennaio 2003 e conclusa il 14 dicembre dello stesso anno. Gli atti dell’inchiesta hanno ottenuto la convalida giuridica il 16 dicembre 2005.
La “Positio super virtutibus”, consegnata nel 2017, è stata esaminata dai Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi il 20 febbraio 2020. La seduta ordinaria dei cardinali e dei vescovi membri della medesima Congregazione si è invece tenuta il 12 gennaio 2021.
Il 21 gennaio 2021, ricevendo in udienza il cardinal Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui Adele Bonolis veniva dichiarata Venerabile.


Autore:
Gianpiero Pettiti ed Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2021-01-21

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