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> Home > Sezione Servi di Dio > Servo di Dio José Antonio Plancarte y Labastida Condividi su Facebook Twitter

Servo di Dio José Antonio Plancarte y Labastida Sacerdote e fondatore

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Città del Messico, 23 dicembre 1840 – 26 aprile 1898


Infanzia e primi anni
José Antonio Plancarte y Labastida, nacque il 23 dicembre 1840 a Città del Messico, in Messico. E’ il decimo figlio della famiglia.
Frequenta le scuole a Guadalajara e Morelia.
Verso i sedici anni, per un periodo si reca in Inghilterra per continuare i suoi studi, nelle materie di carattere commerciale presso il Collegio di Santa Maria de Oscott.
La vita del Servo di Dio Antonio Plancarte e Labastida è sempre stata segnata dalla presenza costante di Maria, infatti già da bambino, sua madre lo abituò a recitare il rosario. E, quando andò in Inghilterra sua madre gli mise un rosario intorno al collo.  Antonio, non dimenticò mai questo gesto e durante il suo soggiorno all'estero andava spesso a visitare e a pregare nelle chiese davanti agli altari eretti in onore della Vergine Santa.

Sacerdote
Dopo un intenso processo di riflessione, il giovane José Antonio decide di seguire la sua vocazione sacerdotale.
Ritornato in Messico, inizia i suoi primi studi sacerdotali nel Seminario Tridentino di Morelia in Michoacán.
Dal 1862 al 1965 completa sua formazione teologica ed ecclesiastica presso il Collegio Romano, a Roma.
Il giorno 11 giugno 1865, José Antonio è ordinato sacerdote a Tivoli, dal vescovo Mons. Carlo Cigli. Celebra la sua prima messa, due giorni dopo nella solennità della festa di Sant'Antonio di Padova, all’altare di San Luigi Gonzaga nella chiesa di Sant’Ignazio a Roma.
Dopo la sua ordinazione nella Cattedrale di Tivoli, andò subito a visitare l'immagine prodigiosa di Maria Santissima a Guadagnolo. Qui scrisse una preghiera in cui rimarca il suo desiderio di essere un buon sacerdote, di essere fedele al voto di castità, invocando la protezione nelle pure mani di Maria Santissima.
Infatti, nel suo diario annota l'importanza, che i mesi di maggio, avrebbero avuto nella sua vita: "Arriva il mese di Maria, il mese della mia vocazione al sacerdozio, il mese pieno di ricordi per me! Beata Maria, alla cui devozione devo la gioia ineguagliabile di essere entrato nel sacerdozio!".
Nel 1865, con la benedizione del papa Pio IX, ritornò in Messico.

Parroco
Don José Antonio, il 27 novembre 1867 è nominato parroco di Jacona, Michoacan, dove eserciterà il suo ministero pastorale fino al 24 aprile 1882.  Memorabile è la sua attività di pastore, lasciando una profonda impronta sulle opere intraprese.
In particolare si preoccupa della vita spirituale dei suoi parrocchiani e di coloro che si accostavano ai sacramenti.
Fondò la Scuola di Nostra Signora di Guadalupe, per le ragazze, segno evidente del suo impegno profuso per tutta la vita nell’educazione delle giovani generazioni.
In parrocchia il servo di Dio, si dedicò alla formazione di giovani messicani, specialmente quelli che aspiravano al sacerdozio.  Inviò diversi gruppi di giovani a studiare a Roma, presso l'Università Pio latinoamericana di Roma. La maggior parte, di essi sono diventati sacerdoti e alcuni sono stati nominati vescovi.
Durante i suoi quindici anni in cui fu parroco a Jacona, volle restaurare e rimettere a nuovo il santuario di Nostra Signora della Root, che più tardi venne chiamato Santuario di Nostra Signora della Speranza. Nel 1886, ottenne anche l'incoronazione papale dell'immagine di Nostra Signora della Speranza di Jacona.
Infine, da parroco attento ai bisogni dei suoi parrocchiani, fu il promotore della costruzione della prima ferrovia tra Jacona e Zamora.

Fondazione delle Figlie di Maria Immacolata di Guadalupe
Il 2 febbraio 1878, grazie all’adesione e alla professione solenne di otto “sorelle” diede inizio alla Congregazione delle Figlie di Maria, per garantire un'educazione cristiana delle giovani ragazze. Tale istituto religioso fu approvato a livello diocesano, il 15 aprile 1879, con il cambio del nome in Figlie di Maria Immacolata di Guadalupe.
All’Istituto arrivò, il riconoscimento pontificio, un anno dopo la morte del fondatore, il 21 maggio 1899.
Attraverso le sue religiose, il fondatore voleva un’opera che fosse a servizio di tutti i bambini e di tutti i giovani messicani; inoltre voleva che le sue suore si occupassero dell’assistenza degli ammalati e dell’aiuto ai bisognosi. L’Istituto, di vita apostolica, doveva collaborare nella missione evangelizzatrice della Chiesa anche attraverso i Ministeri dell'Istruzione, della Salute e delle Missioni.
Le Figlie di Maria Immacolata di Guadalupe, è una delle più numerose congregazioni femminili messicane, con una presenza capillare in ben,
14 stati messicani, Michoacán, Coahuila, Estado de México, Guanajuato, Hidalgo, Distretto Federale, Nuevo Leon, Queretaro, Yucatan, Chiapas, Chihuahua, Veracruz, Morelos e Jalisco. Le suore hanno aperto case anche in Bolivia, El Salvador, Italia e Stati uniti d’America. La loro casa generalizia si trova a città del Messico.  Attualmente, all’istituto appartengono oltre 650 religiose.

Abate della Basilica di Nostra Signora di Guadalupe
Don José Antonio, nel 1882 si trasferisce nella capitale, a Citta del Messico, dove è nominato abate della Basilica di Nostra Signora di Guadalupe.
Il servo di Dio fu l’artefice dell’ampliamento e del restauro della Collegiata di Guadalupe, iniziato il 12 novembre 1882. Alla conclusione dei lavori, ottenne la solenne incoronazione pontificia della Madonna di Guadalupe, che avverrà il 12 ottobre 1895. Questa iniziativa diede un notevole impulso al culto per l’immagine della Madonna di Guadalupe.

Promotore della chiesa dell’Espiazione Nazionale
Tra gli anni 1885 e 1897, don José Antonio s’impegno per la costruzione della chiesa dell’Espiazione Nazionale di San Felipe de Jesus, che si trova in via Madero de México. La chiesa fu consacrata il 5 febbraio 1897, in occasione del terzo centenario del martirio del Santo. In questa sede fu il promotore dell’Adorazione perpetua, che nel 1900 divenne l’Adorazione perpetua notturna Messicana.

Sua spiritualità
Il servo di Dio, viveva in un'intima unione con Dio, che  proiettò sempre, verso gli altri attraverso la sua grande pietà, umiltà, generosità e negazione di sé.
Una delle sue più grandi convinzioni era l’abbandono totale alla Divina Provvidenza.
Inoltre, egli intendeva la sua vita come se fosse una vittima di espiazione per amore e in riparazione davanti a Gesù nella Santa Eucaristia, per potersi dedicare alla diffusione del Regno di Dio, attraverso uno zelo ardente nel fare del bene ai fratelli, con l’intenzione di una ricerca continua della Gloria del Signore. La sua vita era tesa alla salvezza delle anime, con grande amore e adesione alla Chiesa e al Papa.

Devozione alla Madonna
La presenza della Madre di Gesù è sempre stata una costante, in tutta la vita di don José Antonio.
Nell'aprile 1898, quando le sue condizioni si aggravarono circondato dalle sue Figlie e da alcuni sacerdoti, disse:
"Mi congratulo vivamente alla Beata Vergine di Guadalupe ... Se ho offeso qualcuno, mi scuso ... E se qualcuno mi ha offeso, non ho alcun risentimento nel mio cuore ... Niente ... ciò che Dio vuole".
E come migliore testimonianza circa il suo fervore per la beata Vergine lasciò quale eredità questa preghiera:
"Maria è mia madre e mi aiuterà a salvarmi. Mi arresto alle braccia, mia madre, salva me. In te spero di mantenere le mie intenzioni bene. Nelle tue mani, Signore, consegna la mia anima e il mio corpo. Salva, Signore, salva me."

Morte
L’anno successivo alla consacrazione della chiesa dell’Espiazione Nazionale, e precisamente, il 26 aprile 1898, il servo di Dio, José Antonio Plancarte y Labastida, all'età di 57 anni, fu chiamato alla casa del Padre. Don José Antonio è sempre stato considerato un grande uomo di Dio, e della Chiesa e la cui esistenza è stata vissuta interamente al servizio di tutti gli uomini, che considerava fratelli.

Processo per la beatificazione
Prima di iniziare il processo per la sua beatificazione, il 23 novembre 1990, i suoi resti sono stati traslati nella cripta degli abati della Basilica di Nostra Signora di Guadalupe.
Il 30 gennaio 1996, in Città del Messico, è stato aperto il processo informativo per la beatificazione del servo di Dio José Antonio Plancarte y Labastida. Il processo diocesano si è concluso, il 28 maggio 1999.


Novena per l’intercessione
del Servo di Dio Antonio Plancarte y Labastida


O Parola Eterna! Figlio unico del Padre,
del cui reciproco amore viene lo Spirito Santo,
che secondo le esigenze della vostra Chiesa
voi suscitate uomini apostolici
per rimediare ai mali che le affliggono,
Ci concedi per la tua passione più sacra e
dall'intersezione del tuo servo Antonio Plancarte,
il rimedio della necessità che ci affligge ... .
(Padre nostro, Ave Maria e Gloria al Padre)
Oh Beata Vergine Maria di Guadalupe!
Per il tuo amore materno e per intercessione
del tuo servo Antonio Plancarte,
innalzando al tuo Divino Figlio,
la grazia che chiediamo con fede.
Amen.


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto il 2017-09-05

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