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Beata Castora Gabrielli Sposa e terziaria francescana

14 giugno

Gubbio, ?? - Macerata, 14 giugno 1391


Non sappiamo quando nacque la beata Castora Gabrielli. Sappiamo solo che era la figlia del conte Pietruccio Gabrielli di Gubbio, conte di Corbara e di Elena di Pietruccio Del Monte, e che visse nel secolo Quattordicesimo.
Nel volume di Lodovico Iacobilli “Vite dei santi e beati dell’Umbria e di quelli, i corpi de’ quali riposano in essa provincia”. Pubblicato a Foligno nel 1647 si dice che “La famiglia dei Gabrielli di Gubbio ha avuto molti personaggi illustri in dignità ecclesiastica e militare, col dominio di diversi Castelli, ha generalo la B. Castora. Fu sorella di Paolo Gabrielli vescovo di Lucca. Era di bellissimo aspetto, di giusta statura molto modesta e ritirata; disprezzando ogni vanità e cosa mondana, devotissima al Padre San Francesco d’Assisi e tutta dedita al servizio di Dio e a si beneficio del prossimo. E solo per obbedir ai suoi genitori fu maritata”.
Castora Gabrielli sposò giovanissima il giurista Santuccio (o Gualtiero) Sansoneri, conte di S. Martino e Bassinario, nel territorio di S. Angelo in Vado (PS). Si trattò di un matrimonio difficile in quando il marito la trattava aspramente.
“Impiegava – continua lo Iacobilli - il tempo che le avanzava dalla cura domestica nell’orazioni, particolarmente della chiesa di San Francesco detta della Terra; e quando tornava a Casa era da suo marito, di natura aspra, e rigida, maltrattata, con parole e coi fatti: ella però sopportava il tutto per amor di Dio, con ammirabil pazienza”.
Castora fu donna di rara pietà e di profonda carità. Alla morte del marito, con il consenso del figlio Oddone, distribuì i suoi beni ai poveri e vestì l’abito del Terz’Ordine Francescano (TOS), trascorrendo il resto della sua vita in penitenza e preghiera. “E con l’habito del terz’ordine di San Francesco – prosegue con il suo racconto lo Iacobilli - visse il rimanente della sua vita, in orazioni, penitenze e in altre opere sante; e soprattutto nella puntuale osservanza della regola che professava; e fama che il signore Iddio operasse per suo mezzo molti miracoli”.
Morì il 14 giugno 1391 a Macerata. Dopo la sua morte il figlio volle traslare il corpo della beata Castora nella chiesa di S. Francesco in S. Angelo in Vado.
E a questo proposito sempre lo Iacobilli ci racconta che “Il suo corpo si conserva fino al presente intero nella sacrestia di detta chiesa di San Francesco in Sant’Angelo in Vado, ove fu sepolta con l’habito terziario francescano”.
Il padre Gregorio da Urbino, che nel 1675 viveva proprio in quel nel convento  e che aveva consultato un’antica “Chronica Custodiae Feretranae”  attestava che il corpo della beata veniva esposto alla venerazione dei fedeli nel giorno dell’Ascensione.
Ancor oggi nella chiesa francescana di S. Angelo la beata è venerata e invocata come patrona per i matrimoni difficili.
E’ festeggiata nel giorno della sua morte, il 14 giugno.


Autore:
Mauro Bonato

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Aggiunto/modificato il 2018-06-06

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