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Blaise Pascal Laico

Testimoni

Clermont-Ferrand, Francia, 19 giugno 1623 Parigi, Francia, 19 agosto 1662

Blaise Pascal è stato un matematico, fisico, filosofo e teologo francese. Bambino prodigio, fu istruito dal padre. I primi lavori di Pascal sono relativi alle scienze naturali e alle scienze applicate. Contribuì in modo significativo alla costruzione di calcolatori meccanici e allo studio dei fluidi. Papa Francesco ha espressio il desiderio che sia avviata la sua causa di beatificazione.



Il Pontefice gesuita ha espresso il desiderio di veder beatificato l’autore delle Lettere a un provinciale, temuto critico dei gesuiti nel XVII secolo
Durante la sua intervista-conversazione con Eugenio Scalfari su La Repubblica, l’8 luglio 2017, Papa Francesco ha affermato “Personalmente penso che uno come Pascal andrebbe beatificato”, e che avrebbe chiesto al riguardo l’opinione della Congregazione delle Cause dei Santi.
In risposta al desiderio del giornalista che l’autore dei Pensieri venisse beatificato, il Successore di Pietro ha risposto: “Lei, caro amico, ha in questo caso perfettamente ragione: anch’io penso che meriti la beatificazione”.
Il Pontefice ha aggiunto che si riserva la possibilità di fare il necessario e di “chiedere il parere” degli organi relativi del Vaticano, ovvero il dicastero per le Cause dei Santi, trasmettendo un suo “personale e positivo convincimento”.
Blaise Pascal (1623-1662), genio scientifico, filosofo e scrittore classico francese, ebbe un’esperienza mistica il 23 novembre 1654 che definì la sua “notte di fuoco” e che lo curò dai suoi desideri mondani, come avrebbe descritto in seguito.
Si lanciò allora in una polemica con i gesuiti nel contesto del dibattito giansenista in Francia. In alcuni scritti intitolati Lettere a un provinciale, Pascal rimproverò i gesuiti per la loro “casistica”, un ragionamento morale complesso che a suo avviso giustifica dei comportamenti troppo rilassati. Lo stesso Papa Francesco ha denunciato in varie occasioni questa casistica. Nel febbraio scorso, in un’omelia a Santa Marta, ha affermato che “la logica della casistica è ipocrita”.
’attuale Pontefice ha anche mostrato il suo gradimento per gli scritti di padre Romano Guardini, autore di un libro su Pascal nel 1935. In quest’opera Guardini racconta che alla fine della sua vita, dopo che in un primo momento gli erano state negate l’Eucaristia e l’estrema unzione, Pascal chiese di essere portato tra i poveri, come membra del Corpo di Cristo. Questo gesto, secondo Guardini, segna la conversione definitiva dell’orgoglio di Pascal.

Fonte: Aleteia

"E COSÌ NON SI PECCA PIÙ, MENTRE PRIMA SI PECCAVA"

di Blaise Pascal

"Reverendo padre – esclamai –, che fortuna è per il mondo avere voi per maestri! Non sapevo che un solo dottore, se è autorevole, può rendere probabile una opinione, e che anche l'opinione contraria può esserlo; e che in questo caso tra il pro e il contro si può scegliere quello che piace di più, sebbene non lo si creda vero; e ciò con tanta sicurezza di coscienza che un confessore che rifiutasse di dare l'assoluzione sulla fede dei casuisti sarebbe in stato di peccato mortale. Da ciò capisco che un solo casuista può a suo piacimento creare nuove regole di morale, e disporre, come gli salta in mente, di tutto ciò che riguarda la condotta dei costumi".
"Bisogna – obiettò il padre – moderare un po' ciò che dite. Imparate bene quale è il nostro metodo, in cui vedrete il progresso di una opinione nuova dalla nascita fino alla sua maturità. Dapprima il dottore autorevole che l'ha inventata la espone al pubblico e la getta come un seme affinché metta radici. In questo stato l'opinione è ancora debole, ma bisogna che il tempo la maturi a poco a poco. Perciò il padre Diana, che ne ha introdotte parecchie, dice in un certo punto: 'Presento questa opinione; ma poiché è nuova, la lascio maturare nel tempo, relinquo tempori maturandam'. Così in pochi anni la si vede affermarsi insensibilmente; e, dopo un certo tempo, si trova autorizzata dalla tacita approvazione della Chiesa, secondo questa grande massima del padre Bauny: 'Che se un'opinione è stata proposta da qualche casuista e la Chiesa non vi si è opposta, è segno che l'approva'".
"Ma via, padre – protestai –, allora la Chiesa dovrebbe approvare tutti gli abusi che sopporta, e tutti gli errori dei libri che non censura?".
"Andate a disputare con il padre Bauny – rispose –; io non faccio che riferirvi e voi vi mettete a discutere con me! Non bisogna mai disputare su di un fatto. Vi dicevo dunque che, quando il tempo ha così maturata un'opinione, allora essa è assolutamente probabile e sicura. Ne viene che il dotto Caramuel, nella lettera con cui dedica a Diana la sua 'Teologia fondamentale', dice che quel grande dottore 'ha rese probabili molte opinioni che non lo erano prima; e così seguendolo non si pecca più, mentre prima si peccava: iam non peccant, licet ante peccaverint'".
"In verità, padre – gli dissi –, c'è molto da guadagnare seguendo i vostri dottori. E come no! Di due persone che fanno la stessa cosa, quello che non conosce la loro dottrina pecca; colui che la conosce non pecca. Essa è dunque insieme istruttiva e giustificante? La legge di Dio faceva dei prevaricatori, secondo san Paolo; questa invece fa sì che non ci siano quasi altri che innocenti. Vi prego vivamente, padre, di informarmene bene; non vi abbandonerò più fin quando non mi avrete dette tutte le principali massime stabilite dai vostri casuisti".
"Ahimè! – rispose il padre –: il nostro scopo principale sarebbe stato di non stabilire altre massime che quelle del Vangelo in tutta la sua severità; e dal regolamento dei nostri costumi si vede bene che se noi tolleriamo qualche rilassamento negli altri è piuttosto per condiscendenza che per piano prestabilito. Ci siamo costretti. Gli uomini oggi sono tanto corrotti, che, non potendoli fare venire a noi, bisogna che siamo noi ad andare loro incontro; altrimenti essi ci abbandonerebbero; peggio ancora, si lascerebbero andare completamente. È per trattenerli che i nostri casuisti hanno presi in considerazione i vizi cui la gente di ciascuna condizione è più attaccata, per stabilire delle massime così dolci – senza tuttavia offendere la verità – che per non esserne contenti si dovrebbe essere di ben difficile contentatura; infatti il progetto fondamentale della nostra Società per il bene della religione è di non respingere nessuno per non far disperare la gente. Abbiamo dunque massime per persone di ogni tipo, per i beneficiari, per i preti, per i religiosi, per i nobili, per i domestici, per i ricchi, per coloro che sono in commercio, per coloro i cui affari vanno male, per quelli che sono nell'indigenza, per le donne devote e per quelle che non lo sono, per le persone sposate e per quelle che conducono una vita dissipata. Insomma, nulla sfugge alla nostra previdenza".

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Aggiunto/modificato il 2020-01-10

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