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Beato Benedetto da Santa Coloma de Gramenet (Josep Domènech i Bonet) Sacerdote cappuccino, martire

6 agosto

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Santa Coloma de Gramenet, Spagna, 6 settembre 1892 – Pont de Villamura, Spagna, 6 agosto 1936

Josep Domènech i Bonet nacque a Santa Coloma de Gramenet, nella diocesi di Barcellona, il 6 settembre 1892. Nel 1903 entrò nel Seminario Minore di Barcellona, ma poi si orientò alla vita religiosa nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Vestì il saio il 18 febbraio 1909, diventando fra Benedetto da Santa Coloma de Gramenet. Il 20 febbraio 1910 emise la prima professione e, il 23 febbraio 1913, quella solenne. Fu ordinato sacerdote il 29 maggio 1915. Svolse gli incarichi di maestro dei novizi, Definitore provinciale e Guardiano del convento di Manresa, tendendo costantemente a una vita santa e prospettandola ai suoi giovani novizi. Il 22 luglio 1936, quando anche il convento di Manresa fu occupato e devastato da miliziani anarchici e marxisti, riunì i confratelli e ordinò l’immediata evacuazione. I frati trovarono rifugio in luoghi più sicuri, ma tre di essi, compreso padre Benedetto, non sfuggirono alla persecuzione. Quanto a lui, il 6 agosto 1936 venne sorpreso da un gruppo di miliziani a Casajoana, una casa di campagna nei pressi di Manresa, dove si era nascosto. Fu riconosciuto come frate, ma si rifiutò di pronunciare le bestemmie a cui i persecutori volevano obbligarlo: venne quindi condotto a La Culla, un’altra località di campagna presso Pont de Villamura, dove venne ucciso quello stesso giorno. Le sue spoglie vennero gettate in una fossa comune. La causa di beatificazione sua e di due confratelli dello stesso convento, padre Domenico da Sant Pere de Riudebitlles e padre Giuseppe Oriol da Barcellona, si svolse inizialmente presso la diocesi di Vic, sotto cui ricade Manresa. I tre Cappuccini furono beatificati a Manresa il 6 novembre 2021, sotto il pontificato di papa Francesco. La loro memoria liturgica cade il 6 novembre, giorno in cui le diocesi spagnole ricordano i propri Martiri del XX secolo e giorno anniversario della loro beatificazione.



I primi anni e la vocazione
Josep Domènech i Bonet nacque a Santa Coloma de Gramenet, nella diocesi di Barcellona, il 6 settembre 1892. Ricevette la Prima Comunione il 30 maggio 1903.
Riconoscendo la vocazione al sacerdozio, nel 1903 entrò nel Seminario Minore di Barcellona. Alcuni anni dopo, orientò la vocazione verso la vita religiosa. Passò quindi all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, di cui vestì il saio il 18 febbraio 1909, iniziando il noviziato nella Provincia di Barcellona e nel convento di Arenys de Mar. Emise la prima professione il 20 febbraio 1910 e quella solenne nel convento di Sarriá, nei pressi di Barcellona, il 23 febbraio 1903. Fu ordinato sacerdote il 29 maggio 1915.

I suoi incarichi
Svolse il ministero nelle due case di formazione di Igualada e di Manresa, ricoprendo gli incarichi di maestro dei novizi, Definitore (ossia superiore) provinciale e, infine, guardiano (superiore) del convento di Manresa.
Ai suoi novizi sapeva proporre alte mete di santità, a cui lui stesso tendeva coltivando profondamente la vita interiore. Fondò anche un’associazione di «Amici del canto gregoriano».

Nella persecuzione della guerra civile
Il 22 luglio 1936, quattro giorni dopo l’inizio della guerra civile spagnola, il convento di Manresa venne assaltato da un gruppo di miliziani, che lo occuparono e lo diedero alle fiamme. Era lo stesso destino a cui, dal 20 al 26 luglio, andarono incontro tutti i nove conventi della Provincia di Catalogna, che all’epoca contava duecentoquattro religiosi.
Padre Benedetto riunì i confratelli e, dopo averli messi al corrente della situazione, ordinò loro di trovare rifugio presso abitazioni sicure. Tre di essi, ovvero lui stesso, padre Giuseppe Oriol da Barcellona e padre Domenico da Sant Pere de Riudebitlles, vennero quindi ospitati da parenti e amici, ma non riuscirono a sfuggire ai persecutori.

Il martirio
Padre Benedetto riparò a Casajoana, un’abitazione di campagna nei pressi di Manresa, ma il 6 agosto 1936 un gruppo di miliziani vi fece irruzione. Lo riconobbero, quindi cercarono di farlo bestemmiare, ma lui si oppose con decisione. A quel punto, lo condussero in un’altra località di campagna, La Culla, e lo uccisero.
Prima di lui, il 24 luglio 1936, padre Giuseppe Oriol era stato riconosciuto mentre andava a portare la Comunione a una monaca clarissa, quindi arrestato e assassinato la sera stessa. Padre Domenico, il 27 dello stesso mese, era invece stato sorpreso mentre cercava un rifugio più sicuro: catturato, era stato torturato e infine ucciso a colpi di arma da fuoco, nei pressi di Manresa.

Le prime fasi della causa di beatificazione
Nel 1951, la Provincia cappuccina di Catalogna decise di chiedere l’apertura della loro causa, della quale fu messo a capo padre Benedetto.
Il Processo ordinario si svolse quindi presso la diocesi di Vic, sotto cui ricade Manresa, dal 18 aprile 1955 al 12 settembre 1956. Il 25 ottobre 1955 fu invece celebrato il Processo sull’assenza di culto. Presso la Curia di San Paolo del Brasile, dal 14 settembre al 5 ottobre 1955, venne istruito un Processo rogatoriale.
Gli atti della causa vennero consegnati nel settembre 1956, mentre il decreto sugli scritti fu emesso il 12 aprile 1961. Tuttavia, dopo l’approvazione della “Copia pubblica” e del “Transunto”, il 21 novembre 1978, la causa, come tutte quelle sul presunto martirio di candidati agli altari uccisi in Spagna nel XX secolo, venne sospesa per ordine del Papa san Paolo VI.

La ripresa della causa e il decreto sul martirio
La ripresa delle cause spagnole avvenne sotto il pontificato di san Giovanni Paolo II. Perché fosse emesso il decreto di convalida del Processo ordinario, fu necessaria un’Inchiesta suppletiva, il 29 ottobre 1997 e il 5 aprile 2000, così da completare la raccolta delle prove secondo Costituzione «Divinus perfectionis magister» del 1983 e le sue norme applicative.
Tuttavia, il 24 aprile 2004, la Congregazione delle Cause dei Santi riscontrò alcune irregolarità giuridiche e lacune istruttorie negli Atti dell’Inchiesta diocesana. Fu quindi celebrata una seconda Inchiesta suppletiva nella diocesi di Vic, dal 13 febbraio 2006 al 27 giugno 2006, cui seguì, il 29 aprile 2006, una nuova dichiarazione sull’assenza di culto.
Il decreto di convalida del Processo ordinario e dell’Inchiesta suppletiva venne infine emesso il 30 maggio 2008.

Il decreto sul martirio
La “Positio super martyrio”, esaminata il 27 ottobre 2015, venne ripresentata il 24 gennaio 2017 ai Consultori Storici della Congregazione delle Cause dei Santi, dopo che questi avevano richiesto un ulteriore studio sulle prove del martirio.
Il 18 maggio 2019, il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi emise un giudizio positivo circa l’effettivo martirio, confermato, il 21 gennaio 2020, nella Sessione Ordinaria dei cardinali e dei vescovi della stessa Congregazione.
Il 23 gennaio 2020, ricevendo in udienza il cardinal Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto con cui veniva riconosciuto il martirio di padre Benedetto e compagni.

La beatificazione
La Messa con il Rito della Beatificazione, inizialmente prevista per il 14 novembre 2020, è stata rimandata, a causa della pandemia da nuovo coronavirus, al 6 novembre 2021, presso la Basilica Collegiata di Santa Maria a Manresa (“La Seu”), presieduta dal cardinal Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, come delegato del Santo Padre.
La loro memoria liturgica cade il 6 novembre, giorno in cui le diocesi spagnole ricordano i propri martiri del XX secolo e giorno anniversario della loro beatificazione.
Prima della beatificazione, il 17 ottobre 2021, i resti mortali di padre Giuseppe Oriol e di padre Domenico furono riesumati dalle rispettive tombe, situate nel cimitero di Manresa. Non fu invece possibile identificare quelli di padre Benedetto, sepolti in una fossa comune.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2021-11-09

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