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> Home > Sezione G > Beato Giuseppe Oriol da Barcellona (Jaume Barjau y Martí) Condividi su Facebook Twitter

Beato Giuseppe Oriol da Barcellona (Jaume Barjau y Martí) Sacerdote cappuccino, martire

24 luglio

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Barcellona, Spagna, 25 luglio 1891 – Manresa, Spagna, 24 luglio 1936

Jaume Barjau y Martí nacque il 25 luglio 1891 a Barcellona. Fu alunno del Seminario Minore di Barcellona, ma nel 1906 entrò nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini col nome di fra Giuseppe Oriol da Barcellona; il 15 agosto 1911 emise la professione religiosa solenne. Fu ordinato sacerdote il 29 maggio 1915. Insegnò Liturgia, Ebraico e Storia Ecclesiastica nel teologato di Sarriá. Dal 1925 visse nel convento di Manresa, che il 22 luglio 1936, a causa della persecuzione religiosa inasprita durante la guerra civile spagnola, fu costretto ad abbandonare con tutta la comunità. Si rifugiò quindi presso case di conoscenti, ma il 24 luglio 1936, mentre portava la comunione ad una suora clarissa, fu individuato dai miliziani. La sera di quello stesso giorno, fu condotto con un camion poco fuori dalla città, dove venne fucilato. La causa di beatificazione sua e di due confratelli dello stesso convento, padre Benedetto da Santa Coloma de Gramenet e padre Domenico da Sant Pere de Riudebitlles, si svolse inizialmente presso la diocesi di Vic, sotto cui ricade Manresa. I tre Cappuccini furono beatificati a Manresa il 6 novembre 2021, sotto il pontificato di papa Francesco. La loro memoria liturgica cade il 6 novembre, giorno in cui le diocesi spagnole ricordano i propri martiri del XX secolo e giorno anniversario della loro beatificazione.



I primi anni
Jaume Barjau y Martí nacque il 25 luglio 1891 a Barcellona, in una famiglia molto religiosa e benestante. Fu battezzato il 28 luglio 1891 e ricevette la Cresima il 7 giugno 1892. A nove anni, invece, fece la Prima Comunione.
Su iniziativa di suo fratello entrò nel Seminario di Barcellona, ma non superò gli esami del primo anno; dovette quindi cercare un lavoro.

Tra i Frati Cappuccini
Sentendosi fortemente attratto dalla vita religiosa nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, il 21 ottobre 1906 iniziò il noviziato: divenne quindi fra Giuseppe Oriol da Barcellona, prendendo il nome religioso da don José Oriol Boguñá, sacerdote molto venerato a Barcellona, vissuto nel 1600 (canonizzato nel 1909).
Proseguì la formazione nei conventi di Olot e Sarriá, nei pressi di Barcellona; quest’ultimo era la sede dello Studio teologico. Professò i voti solenni il 15 agosto 1911; fu ordinato sacerdote il 29 maggio 1915.

Un frate colto e disponibile
Insegnò Liturgia, Ebraico e Storia della Chiesa a Sarriá fino al 1925, quando fu destinato al convento di Manresa. Lì si dedicò alla predicazione, al ministero della confessione e alla direzione spirituale. Un’altra sua passione erano le ricerche storiche, anche in relazione alla tradizione musicale: la sua monumentale edizione del «Chorale Psalterium» a uso dei Cappuccini gli valse gli elogi di papa Pio XI.

Nella persecuzione della guerra civile
Il 22 luglio 1936, quattro giorni dopo l’inizio della guerra civile spagnola, il convento di Manresa venne assaltato da un gruppo di miliziani, che lo occuparono e lo diedero alle fiamme. Era lo stesso destino a cui, dal 20 al 26 luglio, andarono incontro tutti i nove conventi della Provincia di Catalogna, che all’epoca contava duecentoquattro religiosi.
Il Padre guardiano (ossia il superiore), Benedetto da Santa Coloma de Gramenet, riunì i confratelli e, dopo averli messi al corrente della situazione, ordinò loro di trovare rifugio presso abitazioni sicure. Tre di essi, ovvero lui stesso, padre Giuseppe Oriol e padre Domenico da Sant Pere de Riudebitlles, non riuscirono però a sfuggire ai persecutori.

Il martirio
Padre Giuseppe Oriol, il 24 luglio 1936, venne riconosciuto mentre andava a portare la Comunione a una monaca clarissa, quindi arrestato e assassinato la sera stessa. Mentre veniva percosso dai persecutori, ribatteva perdonandoli.
Padre Domenico, tre giorni dopo, venne sorpreso mentre cercava un rifugio più sicuro: catturato, fu torturato e infine ucciso a colpi di pistola. Per ultimo, padre Benedetto, il 6 agosto 1936, fu catturato da alcuni miliziani e ucciso perché si rifiutò di pronunciare bestemmie.

Le prime fasi della causa di beatificazione
Nel 1951, la Provincia cappuccina di Catalogna decise di chiedere l’apertura della loro causa, della quale fu messo a capo padre Benedetto.
Il Processo ordinario si svolse quindi presso la diocesi di Vic, sotto cui ricade Manresa, dal 18 aprile 1955 al 12 settembre 1956. Il 25 ottobre 1955 fu invece celebrato il Processo sull’assenza di culto. Presso la Curia di San Paolo del Brasile, dal 14 settembre al 5 ottobre 1955, venne istruito un Processo rogatoriale.
Gli atti della causa vennero consegnati nel settembre 1956, mentre il decreto sugli scritti fu emesso il 12 aprile 1961. Tuttavia, dopo l’approvazione della “Copia pubblica” e del “Transunto”, il 21 novembre 1978, la causa, come tutte quelle sul presunto martirio di candidati agli altari uccisi in Spagna nel XX secolo, venne sospesa per ordine del Papa san Paolo VI.

La ripresa della causa e il decreto sul martirio
La ripresa delle cause spagnole avvenne sotto il pontificato di san Giovanni Paolo II. Perché fosse emesso il decreto di convalida del Processo ordinario, fu necessaria un’Inchiesta suppletiva, il 29 ottobre 1997 e il 5 aprile 2000, così da completare la raccolta delle prove secondo Costituzione «Divinus perfectionis magister» del 1983 e le sue norme applicative.
Tuttavia, il 24 aprile 2004, la Congregazione delle Cause dei Santi riscontrò alcune irregolarità giuridiche e lacune istruttorie negli Atti dell’Inchiesta diocesana. Fu quindi celebrata una seconda Inchiesta suppletiva nella diocesi di Vic, dal 13 febbraio 2006 al 27 giugno 2006, cui seguì, il 29 aprile 2006, una nuova dichiarazione sull’assenza di culto.
Il decreto di convalida del Processo ordinario e dell’Inchiesta suppletiva venne infine emesso il 30 maggio 2008.

Il decreto sul martirio
La “Positio super martyrio”, esaminata il 27 ottobre 2015, venne ripresentata il 24 gennaio 2017 ai Consultori Storici della Congregazione delle Cause dei Santi, dopo che questi avevano richiesto un ulteriore studio sulle prove del martirio.
Il 18 maggio 2019, il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi emise un giudizio positivo circa l’effettivo martirio, confermato, il 21 gennaio 2020, nella Sessione Ordinaria dei cardinali e dei vescovi della stessa Congregazione.
Il 23 gennaio 2020, ricevendo in udienza il cardinal Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Francesco autorizzò la promulgazione del decreto con cui veniva riconosciuto il martirio di padre Giuseppe Oriol e compagni.

La beatificazione
La Messa con il Rito della Beatificazione, inizialmente prevista per il 14 novembre 2020, è stata rimandata, a causa della pandemia da nuovo coronavirus, al 6 novembre 2021, presso la Basilica Collegiata di Santa Maria a Manresa (“La Seu”), presieduta dal cardinal Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, come delegato del Santo Padre.
La loro memoria liturgica cade il 6 novembre, giorno in cui le diocesi spagnole ricordano i propri Martiri del XX secolo e giorno anniversario della loro beatificazione.
Prima della beatificazione, il 17 ottobre 2021, i resti mortali di padre Giuseppe Oriol e di padre Domenico furono riesumati dalle rispettive tombe, situate nel cimitero di Manresa. Non fu invece possibile identificare quelli di padre Benedetto, sepolti in una fossa comune.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2021-11-09

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