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Beato Gregorio Zugasti Fernández de Esquide Religioso redentorista, martire

16 agosto

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Murillo de Yerri, Spagna, 12 marzo 1884 – Madrid, Spagna, 16 agosto 1936

Gregorio Zugasti Fernández de Esquide nacque a Murillo de Yerri in Navarra il 12 marzo 1884. Nel 1906 entrò come postulante nella Congregazione del Santissimo Redentore a Pamplona in Navarra; pochi mesi dopo andò ad Astorga. Fu postulante con la professione di apprendista cuoco per due anni ad Astorga. Nel marzo 1908 si recò, per iniziare il noviziato, a El Espino presso Burgos. A maggio fu assegnato alla comunità del Perpetuo Soccorso di Madrid, sempre come novizio, con l’ufficio di assistente nell’amministrazione della rivista «Il Perpetuo Soccorso». Professò i voti il 25 dicembre 1912Salvo un breve periodo come infermiere nella comunità di San Filippo a Cuenca, trascorse il resto della vita nel servizio editoriale a Madrid. Il 19 luglio 1936, dopo lo scoppio della guerra civile spagnola, lasciò la comunità, accompagnando fratel Nicesio Pérez del Palomar Quincoces, che aveva settantasette anni ed era praticamente cieco. Il 14 agosto, entrambi furono arrestati, quindi trasferiti alla stazione di polizia di Chamberí, infine, il 16 agosto, posti davanti al plotone di esecuzione. Fratel Gregorio cadde per primo, seguito da fratel Nicesio. Durante quella persecuzione, morirono in tutto dodici Redentoristi delle case di Madrid: oltre a fratel Gregorio e fratel Nicesio, quattro provenienti dalla comunità di San Michele, più altri sei da quella del Perpetuo Soccorso. Tutti e dodici furono beatificati il 22 ottobre nella cattedrale di Santa Maria la Real de la Almudena a Madrid, sotto il pontificato di papa Francesco. La loro memoria liturgica ricorre il 6 novembre, giorno nel quale le diocesi spagnole ricordano i loro Martiri del XX secolo.



Un giovane incline alla solitudine e alla preghiera
Gregorio Zugasti Fernández de Esquide nacque a Murillo de Yerri in Navarra, non lontano da Estella, il 12 marzo 1884. Un sacerdote che prestò servizio nel suo villaggio natale raccontò che fin da piccolo aveva dimostrato grande timore di Dio e desiderio di piacergli, che con il passare del tempo si è manifestato con la ricerca della solitudine e della preghiera; questo lo rendeva incline alla vita religiosa.
Nel 1906 entrò come postulante nella Congregazione del Santissimo Redentore a Pamplona in Navarra; pochi mesi dopo andò ad Astorga. Fu postulante con la professione di apprendista cuoco per due anni ad Astorga. Nel marzo 1908 si recò, per iniziare il noviziato, a El Espino presso Burgos, che lasciò il 18 aprile 1909.

Addetto alla rivista «Il Perpetuo Soccorso»
A maggio fu assegnato alla comunità del Perpetuo Soccorso di Madrid, sempre come novizio, con l’ufficio di assistente nell’amministrazione della rivista «Il Perpetuo Soccorso».
Da gennaio a maggio 1909 fu assegnato alla comunità di San Filippo a Cuenca per lavorare come infermiere. Tornò di nuovo in maggio al Perpetuo Soccorso di Madrid, dove lavorò nell’amministrazione della rivista fino al giugno 1912, quando si mise di nuovo in viaggio verso El Espino.
Professò i voti il 25 dicembre 1912. Da quel momento fu assegnato nuovamente a Madrid, al Perpetuo Soccorso, sempre nell’amministrazione della rivista. Fisicamente era forte e corpulento. Quanto ai tratti distintivi della sua personalità, era molto laborioso ed estremamente ordinato, disponibile, prudente, rispettoso, serio, gentile e obbediente.

Durante la guerra civile spagnola
Il 19 luglio, il giorno seguente lo scoppio della guerra civile spagnola, la comunità del Perpetuo Soccorso a Madrid, della quale faceva parte fratel Gregorio, poté celebrare le Messe sia della solennità del Redentore, sia del giorno seguente; alcuni religiosi di quella comunità pernottarono fuori.
Il 21 furono celebrate solo le prime Messe del mattino. Subito dopo, fu consumato il Santissimo Sacramento: le porte del santuario furono chiuse e lo rimasero fino alla fine della guerra. La comunità si riunì per mangiare prima dell’orario abituale. Poco dopo, tutti i religiosi, già vestiti in abiti civili, si dispersero.

Il martirio
Fratel Gregorio aveva già lasciato la comunità il 19 luglio 1936, accompagnando fratel Gregorio Zugasti Fernández de Esquide, che aveva settantasette anni ed era praticamente cieco. Era sempre stato al suo fianco e non volle abbandonarlo neanche in quella situazione pericolosa: grazie al suo lavoro conosceva molto bene Madrid e aveva rapporti con molte persone, che gli avrebbero permesso di salvare lui e il confratello.
Il 14 agosto, dopo un mese di peregrinazioni entrambi furono arrestati, quindi trasferiti alla stazione di polizia di Chamberí. Fratel Gregorio, lungo il tragitto, disse ai miliziani: «Ci portate via come i Giudei fecero con Cristo».
Quando i due religiosi furono posti di fronte al plotone d’esecuzione, fratel Nicesio affrontò il capo plotone: «E hai il coraggio di uccidere un vecchio che potrebbe essere tuo padre e persino tuo nonno?».
Fratel Gregorio cadde a terra per primo. Quando fu il turno di fratel Nicesio, questi chiese di poter dire un’ultima preghiera, poi avrebbero potuto sparargli; così avvenne. Uno dei soldati che avevano assistito all’esecuzione, andandosene, esclamò: «Che energia ha quel vecchio!». Secondo il certificato di morte, l’esecuzione era avvenuta al settimo chilometro della strada per Castellón, intorno alle 5 del mattino del 16 agosto 1936.
In tutto, durante quella persecuzione, morirono dodici Redentoristi delle case di Madrid: quattro dalla comunità di San Michele, altri sei da quella del Perpetuo Soccorso. Tutti godettero immediatamente di fama di martiri all’interno e all’esterno della Congregazione dei Redentoristi.

La causa di beatificazione in fase diocesana
L’inchiesta diocesana della causa di beatificazione, intitolata a Vicente Nicasio Renuncio Toribio e undici compagni, si svolse a Madrid dal 19 settembre 2006 al 27 novembre 2007. Gli atti dell’inchiesta furono convalidati dalla Congregazione delle Cause dei Santi il 24 marzo 2010.
La “Positio super martyrio”, presentata nel 2019, fu sottoposta ai Consultori Storici il 29 gennaio dello stesso anno, essendo appunto la causa di natura antica o storica, perché dai fatti erano trascorsi più di cinquant’anni.

Il decreto sul martirio
Il 24 settembre 2020 i Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi emisero il proprio voto favorevole. I Cardinali e i Vescovi membri della stessa Congregazione, nella loro Sessione Ordinaria del 20 aprile 2021, riconobbero che l’odio contro la fede era l’unica ragione dell’accanimento contro i dodici Redentoristi e delle loro uccisioni.
Il 24 aprile 2021, ricevendo in udienza il cardinal Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Francesco autorizzò infine il decreto sul martirio.

La beatificazione
Fratel Gregorio, fratel Nicesio e gli altri dieci furono quindi beatificati a Madrid, nella cattedrale di Santa Maria la Real de la Almudena, il 22 ottobre 2022. La Messa con il Rito della Beatificazione fu presieduta dal cardinal Semeraro come inviato del Santo Padre. La loro memoria liturgica venne fissata al 6 novembre, giorno nel quale le diocesi spagnole ricordano i loro Martiri del XX secolo.
La Congregazione del Santissimo Redentore aveva già visto, il 13 ottobre 2013, la beatificazione di sei suoi membri, martiri durante la stessa persecuzione, appartenuti alla comunità di Cuenca.


Autore:
Emilia Flocchini

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Aggiunto/modificato il 2022-10-27

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